Saliamo al 6° piano del palazzo dove abito e, con mano tremante riesco ad aprire la porta del mio alloggio. Appena entrati la tentazione fortissima è quella di inginocchiarmi e baciarle i piedi ma la Padrona mi ha insegnato che nulla dipende dalle mie scelte. Lei decide. Tutto.
Così mi limito ad aiutarla a sfilarsi il giubbino prima di iniziare a presentarle la mia modesta dimora. Non senza prima averle detto che da questo momento quella piccola casa Le appartiene e che Lei, lì dentro, è Signora e Padrona. Le mostro la camera da letto che ora è Sua. Ho cambiato le lenzuola, il telecomando del TV è sul comodino dove ho posizionato anche qualche cioccolatino di benvenuto. Il telefono è a sua totale disposizione e il PC, situato accanto al letto, in questi giorni sarà di unico Suo utilizzo.
Poi le mostro la stanza dei figli, dove mi sistemerò per non arrecarle il minimo disturbo, e infine il soggiorno dove mangerà i pasti che Le preparerò con gioia.
E' stanca, decide di buttarsi sul letto e mi chiede un massaggio ai piedi. Con il cuore in tumulto le sfilo piano le scarpe, baciandole devotamente e collocandole con cura appaiate ai piedi del letto. I piedi sono profumatissimi e appena velati dall'impercettibile sudore di tante ore trascorse nelle scarpe.
Inizio a massaggiare concentratissimo, mentre la Padrona fa un paio di telefonate e poi si distrae con la televisione. Le mie dita scorrono rapide sulle sue piante, indugiando prima sui talloni, poi massaggiando a lungo i malleoli, infine rilassando con amore la base di ogni singolo dito. E ancora i pollici strusciano lungo la pianta con una pressione delicata e massaggiano il collo prima di dedicarsi a piccoli movimenti di streatching sulle dita.
Trascorre quasi un'ora in silenzio assoluto ma è un silenzio che vale più di mille parole. Io sono felice e Lei, spero, è serena e appagata.
(CONTINUA)
domenica 4 marzo 2012
Per Lei: Buon Compleanno
Oggi è il mio compleanno. E modo migliore per festeggiarlo non potevo averlo. Un SMS della Padrona: "Auguri, il primo compleanno con me". Già per la prima volta spengo le candeline accanto a Lei. La gioia è immensa, assoluta. Ma forse ero io a dover fare gli auguri alla Padrona e non viceversa. Già perché oggi compie gli anni un pezzo di Lei, io non sono più mio...sono Suo, ed è Lei che va festeggiata.
E allora BUON COMPLEANNO Padrona. Buon Compleanno a quel pezzo di Lei che abita lontano ma vive, pensa, si muove telecomandato dal Suo cervello. Buon Compleanno ad una Sua appendice, staccata dal corpo ma parte integrante della Sua mente.
Ieri sera ci siamo parlati ancora in chat e, nuovamente, c'è stato un momento meraviglioso, una frase splendida: "un uomo così umile e così totalmente dipendente è uno spicchio di te, non porei dimenticarmi la tua vita, i tuoi occhi, la tua devozione e disponibilità". E questo in fondo sono io. Solo questo. Totalmente dipendente, perché il mio pensiero corre a Lei quando mi sveglio al mattino, ed è con Lei tutto il giorno e ancora è l'ultimo pensiero prima di addormentarmi.
Che giorno meraviglioso.
E allora BUON COMPLEANNO Padrona. Buon Compleanno a quel pezzo di Lei che abita lontano ma vive, pensa, si muove telecomandato dal Suo cervello. Buon Compleanno ad una Sua appendice, staccata dal corpo ma parte integrante della Sua mente.
Ieri sera ci siamo parlati ancora in chat e, nuovamente, c'è stato un momento meraviglioso, una frase splendida: "un uomo così umile e così totalmente dipendente è uno spicchio di te, non porei dimenticarmi la tua vita, i tuoi occhi, la tua devozione e disponibilità". E questo in fondo sono io. Solo questo. Totalmente dipendente, perché il mio pensiero corre a Lei quando mi sveglio al mattino, ed è con Lei tutto il giorno e ancora è l'ultimo pensiero prima di addormentarmi.
Che giorno meraviglioso.
sabato 3 marzo 2012
Racconto: Capitolo I
Non mi basta scrivere di Lei, tanto non riesco a fare altro che pensarla. E allora da oggi provo a scrivere un racconto, da affiancare al mio diario quotidiano. Un racconto che è l'immagine della mia immaginazione, di come sogno le cose. Forse un gioco ridicolo che se Lei non gradirà verrà cancellato e dimenticato.
Il suo aereo è arrivato puntuale. Io sono arrivato in aeroporto con due ore di anticipo, certo Lei non era ancora partita dalla Sua città quando io ero già qui ad attenderla.
Guardo le porte aprirsi e i passeggeri uscire alla spicciolata ma i miei sensi sono a mille.
Eccola. Unica, bellissima, inconfondibile... trattengo il pianto per la gioia. Si avvicina e il mio impulso sarebbe buttarmi in ginocchio ma so che Lei non vorrebbe.
E' davanti a me, le prendo la mano e la bacio con un gesto fuggevole, sussurrando "Benarrivata Padrona". Lei mi scruta degnandomi appena di un "Ciao". Prendo il suo bagaglio e ci avviamo verso il parcheggio. Non capisco più nulla, sono inebetito, frastornato, impaurito. La faccio salire chiudendo lo sportello e inizio a guidare ma non sono me stesso. Lei è silenziosa, mi scruta, mi analizza e io vorrei piangere, cerco di concentrarmi sulla strada ma è sempre più difficile. Scambiamo qualche parola sul Suo viaggio ma io avrei bisogno di ossigeno e impercettibilmente abbasso il finestrino. La mia Padrona è qui, accanto a me. Colei che domina la mia mente, colei che gestisce la mia vita... è troppo bello, troppo. Forse è un sogno e mentre viaggiamo spediti in tangenziale penso di sterzare, di buttarmi contro il guard-rail certo che mi sveglierò solo nel mio letto e che tutto questo non è altro che un meraviglioso, splendido sogno.
Attraversiamo tutta la città e parcheggio sotto casa mia. Scendo e le apro la portiera. Dio quanto è bella.
(CONTINUA)
Il suo aereo è arrivato puntuale. Io sono arrivato in aeroporto con due ore di anticipo, certo Lei non era ancora partita dalla Sua città quando io ero già qui ad attenderla.
Guardo le porte aprirsi e i passeggeri uscire alla spicciolata ma i miei sensi sono a mille.
Eccola. Unica, bellissima, inconfondibile... trattengo il pianto per la gioia. Si avvicina e il mio impulso sarebbe buttarmi in ginocchio ma so che Lei non vorrebbe.
E' davanti a me, le prendo la mano e la bacio con un gesto fuggevole, sussurrando "Benarrivata Padrona". Lei mi scruta degnandomi appena di un "Ciao". Prendo il suo bagaglio e ci avviamo verso il parcheggio. Non capisco più nulla, sono inebetito, frastornato, impaurito. La faccio salire chiudendo lo sportello e inizio a guidare ma non sono me stesso. Lei è silenziosa, mi scruta, mi analizza e io vorrei piangere, cerco di concentrarmi sulla strada ma è sempre più difficile. Scambiamo qualche parola sul Suo viaggio ma io avrei bisogno di ossigeno e impercettibilmente abbasso il finestrino. La mia Padrona è qui, accanto a me. Colei che domina la mia mente, colei che gestisce la mia vita... è troppo bello, troppo. Forse è un sogno e mentre viaggiamo spediti in tangenziale penso di sterzare, di buttarmi contro il guard-rail certo che mi sveglierò solo nel mio letto e che tutto questo non è altro che un meraviglioso, splendido sogno.
Attraversiamo tutta la città e parcheggio sotto casa mia. Scendo e le apro la portiera. Dio quanto è bella.
(CONTINUA)
Per Lei: La mente dominata
Le sensazioni sono, giorno per giorno, sempre più forti ed è sempre più difficile gestirle.
Ormai la mia giornata trascorre quasi in trance, il pensiero sempre e costantemente rivolto a Lei. Me ne accorgo nelle piccole cose di tutti i giorni, la penso mentre lavo i piatti, mentre pulisco casa, mentre faccio la spesa. E il computer è diventato una calamita. Continuamente entro per guardare quella foto meravigliosa che ieri mi ha spedito. Voglio impararne ogni piccolo particolare, dal caviglietto dorato che orna il suo piede destro al piccolo neo che impreziosisce la parte sinistra del suo petto, dal cane che si vede sullo sfondo ai suoi occhi magnetici. In quella immagine c'è Lei, la mia Padrona. Colei che passo per passo si sta prendendo la mia vita.
Questa mattina, in chat, due sono stati i momenti cruciali. prima quando mi ha detto "mi piaci" parole per me, che vivo nella costante paura di deluderla, importantissime. Poi quando mi ha ricordato, sempre con le sue parole lente e secche, "non esiste nulla di te che non sia mia, nulla, nemmeno i tuoi capelli". Amo tenere i capelli lunghi ma se Lei me lo ordinasse li taglierei cortissimi oggi stesso e se fosse un giorno di festa e non ci fosse un barbiere aperto li taglierei con le forbici perché io appartengo a Lei e Lei sceglie per me. Tutto.
Poi il momento meraviglioso, quello che attendo sempre, un SMS in cui mi dice che vuole sentirmi. E finalmente torno a sentire la Sua voce. Quando siamo al telefono non riesco a tenere gli occhi aperti, li chiudo e mi immagino il suo viso davanti a me e mi cullo, impacciato, imbarazzato in quella voce che adoro.
Al telefono mi dice che è contrariata perché "vorrei decidere ... come decido per te"... e sono felice nel sentire quanto forte è il Suo potere su di me.
E in quella breve telefonata le parole più belle "è importante essere complementari...come lo siamo io e te". Si, complementari... Lei che ama decidere e io che amo lasciarmi decidere decidere... io che amo lasciarmi decidere e Lei che ama decidere. Complemnetari, complementari, complementari... che splendida parola. Dio... da quanto non sono così felice?
Ormai la mia giornata trascorre quasi in trance, il pensiero sempre e costantemente rivolto a Lei. Me ne accorgo nelle piccole cose di tutti i giorni, la penso mentre lavo i piatti, mentre pulisco casa, mentre faccio la spesa. E il computer è diventato una calamita. Continuamente entro per guardare quella foto meravigliosa che ieri mi ha spedito. Voglio impararne ogni piccolo particolare, dal caviglietto dorato che orna il suo piede destro al piccolo neo che impreziosisce la parte sinistra del suo petto, dal cane che si vede sullo sfondo ai suoi occhi magnetici. In quella immagine c'è Lei, la mia Padrona. Colei che passo per passo si sta prendendo la mia vita.
Questa mattina, in chat, due sono stati i momenti cruciali. prima quando mi ha detto "mi piaci" parole per me, che vivo nella costante paura di deluderla, importantissime. Poi quando mi ha ricordato, sempre con le sue parole lente e secche, "non esiste nulla di te che non sia mia, nulla, nemmeno i tuoi capelli". Amo tenere i capelli lunghi ma se Lei me lo ordinasse li taglierei cortissimi oggi stesso e se fosse un giorno di festa e non ci fosse un barbiere aperto li taglierei con le forbici perché io appartengo a Lei e Lei sceglie per me. Tutto.
Poi il momento meraviglioso, quello che attendo sempre, un SMS in cui mi dice che vuole sentirmi. E finalmente torno a sentire la Sua voce. Quando siamo al telefono non riesco a tenere gli occhi aperti, li chiudo e mi immagino il suo viso davanti a me e mi cullo, impacciato, imbarazzato in quella voce che adoro.
Al telefono mi dice che è contrariata perché "vorrei decidere ... come decido per te"... e sono felice nel sentire quanto forte è il Suo potere su di me.
E in quella breve telefonata le parole più belle "è importante essere complementari...come lo siamo io e te". Si, complementari... Lei che ama decidere e io che amo lasciarmi decidere decidere... io che amo lasciarmi decidere e Lei che ama decidere. Complemnetari, complementari, complementari... che splendida parola. Dio... da quanto non sono così felice?
venerdì 2 marzo 2012
Per Lei: Il pianto
Stasera ho pianto.
Ho pianto di lacrime vere, sincere, che anche adesso mentre scrivo non riesco a trattenere. Ho pianto perché ho paura, perchè la felicità che provo è troppa, perché forse, in fondo, semplicemente, non può essere vero.
Ho 50 anni e da sempre sogno di sentirmi dire le parole che la Padrona stasera mi ha detto: "Averti mi gratifica ora... io ho bisogno di sentire un'autorità totale... e con te, anche se è presto, sento che potrà essere così". Posso desiderare di più? Si, posso... posso desiderare di sentirmi dire "Io voglio sapere quanto mi appartieni... quanti si ed eventualmente quanti non so... non decidere della tua paura e nemmeno del tuo coraggio... non decidere nulla, tu esisti... e non ti appartieni, non puoi decidere nulla di te"
Di fronte a queste parole non ho retto. Ho pianto. Perché questo è il mio sogno e la paura che sia solo un sogno è troppa. Ho 50 anni e non sono mai, mai, mai stato felice come ora.
Una felicità amplificata, dilatata, esaltata da una foto di cui la Padrona mi ha onorato. Una foto che esalta tutta la sua sublime bellezza e che mi fa sentire uno scarafaggio di fronte a Lei. Vorrei postarla qui, perché tutti possano vedere quanto è bella, ma non mi è consentito per il rispetto che Le porto.
Inebriato di felicità la attendo, mentre torna dalla sua passeggiata serale coi cani. Da oggi attenderla è gioia, potendo guardare la Sua immagine. Grazie Padrona.
Ho pianto di lacrime vere, sincere, che anche adesso mentre scrivo non riesco a trattenere. Ho pianto perché ho paura, perchè la felicità che provo è troppa, perché forse, in fondo, semplicemente, non può essere vero.
Ho 50 anni e da sempre sogno di sentirmi dire le parole che la Padrona stasera mi ha detto: "Averti mi gratifica ora... io ho bisogno di sentire un'autorità totale... e con te, anche se è presto, sento che potrà essere così". Posso desiderare di più? Si, posso... posso desiderare di sentirmi dire "Io voglio sapere quanto mi appartieni... quanti si ed eventualmente quanti non so... non decidere della tua paura e nemmeno del tuo coraggio... non decidere nulla, tu esisti... e non ti appartieni, non puoi decidere nulla di te"
Di fronte a queste parole non ho retto. Ho pianto. Perché questo è il mio sogno e la paura che sia solo un sogno è troppa. Ho 50 anni e non sono mai, mai, mai stato felice come ora.
Una felicità amplificata, dilatata, esaltata da una foto di cui la Padrona mi ha onorato. Una foto che esalta tutta la sua sublime bellezza e che mi fa sentire uno scarafaggio di fronte a Lei. Vorrei postarla qui, perché tutti possano vedere quanto è bella, ma non mi è consentito per il rispetto che Le porto.
Inebriato di felicità la attendo, mentre torna dalla sua passeggiata serale coi cani. Da oggi attenderla è gioia, potendo guardare la Sua immagine. Grazie Padrona.
Per Lei: Sentirmi suo
Certe sensazioni sono difficili da esprimere. Ma sono difficili solo se si è insicuri, deboli. Se si ha un carattere forte, dominante le parole scorrono semplici e chiare.
E Lei è così. Autoritaria, decisa, risoluta e le sue poche parole taglienti sanno essere più chiare di ogni mio goffo tentativo di esprimermi. Oggi in chat le sono bastati pochi tocchi sui tasti per comunicare una realtà che a me non basterebbero 1.000 blog per descrivere così compiutamente: "La tua testa è mia, come il resto di te, in prestito alla tua vita... So che non ti costringo a nulla, so che non ho bisogno di farlo so che il tuo intuito ti porterà dove io vorrò". Onestamente, serve aggiungere altro?
Ecco perché mi sento Suo, so di appartenerle, so che questo legame, ancora così lontano, si è radicato con forza nel mio cuore, nella mia mente. Lei mi possiede già e non oso immaginare dove potrò arrivare quando (se?) la vedrò, quando (se?) ci sposteremo in una dimensione diversa, reale, tangibile. Non oso immaginarlo ma so che è li che voglio arrivare e che quel traguardo è il mio ma è anche il suo, perché è lì che vuole condurmi la mia Padrona.
Ma questo senso di appartenenza lo sento vivo e forte anche per le emozioni che vivo ogni giorno, ogni momento. Ieri sera Lei era uscita dicendomi di aspettarla in chat. Sono passate 2,3,4 ore e mi sono reso conto di essere scivolato lentamente nel panico. Non nella paura di essere ignorato... Lei può tutto e non deve certo rendere conto a me di come si comporta, ma nel timore che potesse esserle accaduto qualcosa. Sono stato male e non riuscivo a prendere sonno in preda a quest'ansia. e se tanto grande è stato il mio disagio in quei momenti, tanto enorme è stata la gioia nel ricevere un messaggio che mi confermava che tutto andava bene e che, semplicemente, stanca si era addormentata.
Banale? Forse, ma vero, sincero. Io sento di amare quella Donna, non come un amante qualsiasi, ma come uno slave, nel modo forse più profondo che un uomo possieda per dimostrare un sentimento. Lei è dentro di me... e non sono mai stato felice come ora.
E Lei è così. Autoritaria, decisa, risoluta e le sue poche parole taglienti sanno essere più chiare di ogni mio goffo tentativo di esprimermi. Oggi in chat le sono bastati pochi tocchi sui tasti per comunicare una realtà che a me non basterebbero 1.000 blog per descrivere così compiutamente: "La tua testa è mia, come il resto di te, in prestito alla tua vita... So che non ti costringo a nulla, so che non ho bisogno di farlo so che il tuo intuito ti porterà dove io vorrò". Onestamente, serve aggiungere altro?
Ma questo senso di appartenenza lo sento vivo e forte anche per le emozioni che vivo ogni giorno, ogni momento. Ieri sera Lei era uscita dicendomi di aspettarla in chat. Sono passate 2,3,4 ore e mi sono reso conto di essere scivolato lentamente nel panico. Non nella paura di essere ignorato... Lei può tutto e non deve certo rendere conto a me di come si comporta, ma nel timore che potesse esserle accaduto qualcosa. Sono stato male e non riuscivo a prendere sonno in preda a quest'ansia. e se tanto grande è stato il mio disagio in quei momenti, tanto enorme è stata la gioia nel ricevere un messaggio che mi confermava che tutto andava bene e che, semplicemente, stanca si era addormentata.
Banale? Forse, ma vero, sincero. Io sento di amare quella Donna, non come un amante qualsiasi, ma come uno slave, nel modo forse più profondo che un uomo possieda per dimostrare un sentimento. Lei è dentro di me... e non sono mai stato felice come ora.
giovedì 1 marzo 2012
Per Lei: Donare la mia paura
Adoro la paura. E' una sensazione che fa sentire vivi. E adoro aver paura della Padrona. La paura è importante, perché precisa i confini del rapporto e perché aiuta a stare attenti, vigili a non commettere errori.
Così anche questo blog è stato fonte di paura. Da stamattina non ho fatto altro che pensare a come avrebbe potuto prenderlo Lei. Tutto il giorno ho atteso con ansia il momento del giudizio, riempiendomi la testa di dubbi e domande... Le piacerà? O forse lo troverà una cosa sciocca... O magari si arrabbierà per i contenuti
Invece la Padrona è rimasta soddisfatta e quel sorriso apparso nella nostra chat mi ha ripagato in un attimo di tutti i timori che hanno riempito la mia giornata.
Giornata che è stata bellissima, perché questa mattina ho sentito la Sua voce. Mi ha telefonato mentre ero sotto la doccia e non ho sentito lo squillo. Così appena uscito ho preso il cellulare e ho visto la chiamata con accanto il Suo nome... è stato un tuffo al cuore, un'emozione grandissima. Ormai ogni volta che arriva un messaggio o sento la suoneria provo gioia, perché è bello sperare che sia Lei.
Ho sentito la Sua voce, mi chiamava dall'aeroporto, stava per imbarcarsi e io, che non ho mai volato e ho il terrore all'idea di salire su quei mostri con le ali, avrei voluto essere li, accanto a Lei, e so che ogni paura si sarebbe dissolta. Sarebbe bastato sentire la Sua meravigliosa voce, calma ma ferma, di una Donna abituata a comandare a decidere e su quell'aereo ci sarei salito camminando sulle mani. Invece l'ho sentita al telefono ed è stato il modo più bello per iniziare la giornata.
E poi questa sera la chat e quella meravigliosa frase con cui ha commentato il mio umile lavoro "tu sai che se non mi fosse piaciuto avresti dovuto eliminarlo, vero?". Certo che lo so, perché esisto solo per obbedirle e questo obbedire mi riempie l'animo di gioia assoluta.
Non sono mai stato bene come in questi pochi ultimi giorni, spero solo non sia un sogno!
Invece la Padrona è rimasta soddisfatta e quel sorriso apparso nella nostra chat mi ha ripagato in un attimo di tutti i timori che hanno riempito la mia giornata.
Giornata che è stata bellissima, perché questa mattina ho sentito la Sua voce. Mi ha telefonato mentre ero sotto la doccia e non ho sentito lo squillo. Così appena uscito ho preso il cellulare e ho visto la chiamata con accanto il Suo nome... è stato un tuffo al cuore, un'emozione grandissima. Ormai ogni volta che arriva un messaggio o sento la suoneria provo gioia, perché è bello sperare che sia Lei.
Ho sentito la Sua voce, mi chiamava dall'aeroporto, stava per imbarcarsi e io, che non ho mai volato e ho il terrore all'idea di salire su quei mostri con le ali, avrei voluto essere li, accanto a Lei, e so che ogni paura si sarebbe dissolta. Sarebbe bastato sentire la Sua meravigliosa voce, calma ma ferma, di una Donna abituata a comandare a decidere e su quell'aereo ci sarei salito camminando sulle mani. Invece l'ho sentita al telefono ed è stato il modo più bello per iniziare la giornata.
E poi questa sera la chat e quella meravigliosa frase con cui ha commentato il mio umile lavoro "tu sai che se non mi fosse piaciuto avresti dovuto eliminarlo, vero?". Certo che lo so, perché esisto solo per obbedirle e questo obbedire mi riempie l'animo di gioia assoluta.
Non sono mai stato bene come in questi pochi ultimi giorni, spero solo non sia un sogno!
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